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La seconda esperienza migliore della
prima
Come promesso alle nostre ragazze alla fine del camp 2007,
abbiamo cercato di fare meglio. Ci siamo riusciti, e
non solo perché abbiamo allungato di un giorno la nostra
permanenza tra i boschi dell’appennino modenese.
E’ stata una quattro giorni di vero relax e divertimento nel
corso della quale il basket è stato solo il “fil rouge” non invasivo della vacanza. Un po’ di
cronaca.
Venerdì
La signora Teresa della
Locanda Bellavista (nome ben scelto per via dell’incantevole
vista sulla vallata del monte Cimone) si è ormai affezionata
al gruppo di scatenate che si è insediato nell’albergo venerdì
all’ora di pranzo. Nel pomeriggio prima seduta cestistica sul
campo all’aperto del comprensorio delle Piscine di Lama.
Inizio delle gare individuali e prima occasione per i nostri
coach di trasmettere il loro verbo cestistico. La sera dopo
cena grande serata di karaoke a casa di Oscar, nessuno si è
risparmiato, adulti compresi: il Liga è stato il più gettonato
per via della passione incontenibile di Fede.
Sabato
Inizio giornata in un clima
piovoso/nebbioso (fatto assolutamente inconsueto in questa
stagione). Si ripiega nella palestra, dove si passa la
mattinata tra il completamento delle gare, una partitella a
basket ed una a pallavolo. Nel pomeriggio ci attende la sfida
a Palagano contro il Cavezzo, le ragazze di coach Alberto
Sganzerli, ormai un amico dell’OPSA. L’arrivo a Palagano è
concomitante con la festa di chiusura della settimana del camp
polisportivo là organizzato. Partecipiamo alla festa e veniamo
accolti dalle avversarie con simpatici doni di benvenuto.
Iniziamo la tenzone in un clima veramente simpatico ed
amichevole. Le avversarie sono molto brave, anche se più
giovani, e noi manchiamo di alcune pedine chiave (Ema è
febbricitante, Fede non sta bene). Perdiamo di tre punti dopo
un grande recupero e nonostante l’arbitro sia … Oscar (ma lo
sappiamo che a lui piace essere imparziale, ….forse troppo).
Dopo un caloroso arrivederci rientriamo a Lama con la sorpresa
di Ema con la febbre che supera i 40 gradi. E’ immediatamente
scattato il nostro pronto soccorso. Visita medica, reperite
medicine per terapia immediata, assistenza continua. Il tutto
premiato dalla scomparsa della febbre la mattina dopo sebbene
in seguito ad una notte di purgatorio. Lasciata la malata
sotto la sorveglianza di Anna il gruppo ha passato al serata
al cinema di Pavullo assistendo alla proiezione di “Un amore
di testimone”.
Domenica
Finalmente giornata nella
stupenda piscina di Lama tra tuffi, nuotate, giochi in acqua,
beach volley e basket. Qualcuno avrà notato i tre coach
appartarsi con dei quaderni in mano. Non ci crederete ma hanno
dedicato la mattinata alla definizione delle strategie
tecniche per il prossimo campionato. …speriamo in bene. La
giornata si è chiusa in bellezza con la caccia la tesoro
organizzata da Oscar. E’stata dura, sia sul piano fisico (la
scalinata di Lama ha ben 246 gradini….), che intellettuale
(quanto è lungo un campo di basket, quanto è alto il canestro
…..) ma le ragazze se la sono cavata bene ed ha prevalso di un
soffio la squadra di Francy solo grazie alle virtù atletiche
di Sonia, che ha bruciato le altre nel portare ad Oscar
l’ultima busta ed indovinare il luogo del tesoro. Dopo la
caccia un gelato in compagnia e tutti in camera ….. a
chiacchierare sino a notte fonda …..
Lunedì
Giorno di partenza, ma fortunato
perché bellissima giornata. Alla gita al Ponte del Diavolo (ci
andremo alla prossima occasione) preferiamo un’altra giornata
in una piscina poco affollata, a nostra disposizione. E mentre
le ragazze squazzavano e si divertivano i vecchioni passavano
il loro tempo in una memorabile battaglia a “briscola
chiamata” tra il quintetto formato da Oscar Ennio Manu Cinzia
ed Anna. Ce la godiamo fino al tardo pomeriggio, nonostante
l’ora di lezione tecnica che Ennio non ha rinunciato ad
impartire alle nostre cestiste (è vero che si tira …. con i
piedi?) e, dopo le premiazioni di chiusura (brava Miri,
vincitrice delle gare individuali), rientriamo alla base.
Rileggendo la cronaca qui sopra
mi rendo conto che non traspare a sufficienza la cosa più
importante: le ragazze ridevano, scherzavano, giocavano a
basket ed a pallavolo con impegno, cantavano, discutevano,
insomma, si divertivano veramente. Al momento del saluto ho
risentito le stesse frasi dello scorso anno: è stato troppo
breve, l’anno prossimo facciamo una settimana. E questo è
quello che conta.
Oscar |
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